A Mantova con il naso all'insù... La Camera degli sposi di Mantegna restaurata

Alla fine di maggio 2012 l'Emilia fu scossa da numerose scosse di terremoto con magnitudo superiore a 5, che provocarono danni terribili alla popolazione e agli edifici. Fu colpito anche il Palazzo Ducale e sfortunatamente anche gli affreschi di Andrea Mantegna, arrivati intatti fino a noi dalla seconda metà del '400. Dopo tre anni di restauro, finalmente ad aprile 2015 ha riaperto parzialmente il museo del Palazzo Ducale e soprattutto sono riprese le visite alla magnifica Camera degli sposi. La buona notizia è che il capolavoro rinascimentale di Mantegna è tornato tra noi, la cattiva è che la visita è limitata a 1500 persone al giorno, che possono sembrare tante, ma non lo sono affatto dato che parliamo di una delle principali attrazioni del patrimonio artistico italiano. Prenotate, gente, prenotate.

Estratto dal sito del museo (come le foto qui presenti): "La Camera Picta  (comunemente conosciuta come Camera degli Sposi) è collocata nel torrione nord est del Castello di San Giorgio. Dipinta da Andrea Mantegna nell'arco di nove anni (dal 1465 al 1474 come è testimoniato, rispettivamente, da una scritta sullo sguincio della finestra est e dall'indicazione riportata sulla targa dorata con la quale l'artista dedica il suo lavoro ai marchesi di Mantova). Andrea Mantegna concepisce lo spazio cubico della stanza come un continuo rimando tra realtà e finzione: un torrione di un castello medievale diventa un padiglione dorato, in un'atmosfera en plein air. Ciascuna parete è interpretata come uno spazio scandito da tre aperture: nelle due pareti più buie sono dipinti dei tendaggi dorati mentre nelle due pareti principali le cortine si aprono e, come in uno spettacolo teatrale, entrano in scena i personaggi. (omissis) La volta, dorata e sostenuta da putti dipinti a monocromo, è un omaggio agli imperatori romani (raffigurati secondo il gusto della medaglistica classica) e si apre verso il cielo attraverso l'oculo, l'apertura illusionistica del soffitto realizzata con un'eccezionale applicazione della prospettiva in pittura. Da una balconata si affacciano dei putti (alcuni giocano, uno di loro mostra un flauto, un altro una mela,...), delle fanciulle (una di loro si pettina, un'altra ha un nastro tra i capelli, una terza è acconciata) e delle figure misteriose (un personaggio di colore e una dama pettinata come la marchesa Barbara)."

Estratto dal sito della Treccani: "Nel 1457 Ludovico Gonzaga, marchese di Mantova, invita ufficialmente Mantegna a trasferirsi presso la sua corte in qualità di pittore della famiglia e di consigliere artistico. Al suo arrivo nella città che fu di Virgilio, i dotti e gli scrittori del tempo fanno a gara a scriverne le lodi e lo accolgono come uno di loro. Soprattutto lo adotta come familiare l'illustre casata dei Gonzaga, capitanata da Ludovico e dalla moglie, la marchesa Barbara di Brandeburgo, e composta dai dieci figli, tra i quali il cardinale Francesco, il futuro successore di Ludovico, Francesco II, gli esili e malaticci Ludovichino, Paolina e Federico e il grasso Gianfrancesco. Tutta questa nutrita corte, compresi i segretari, i nani, i cani e i cavalli, venne immortalata dal Mantegna nel suo capolavoro: la camera del Palazzo Ducale affrescata tra il 1465 ed il 1474 e conosciuta come la Camera degli sposi. Nella camera, che in realtà non era una camera da letto, come suggerirebbe il nome, ma doveva avere funzioni di rappresentanza, l'artista rappresentò la corte riunita intorno a Ludovico con Barbara nella parete nord, mentre nella parete ovest è raffigurato l'incontro di Ludovico con il cardinale Francesco alle porte di Roma, alla presenza di altri familiari, tra i quali Federico Gonzaga, e di Federico III d'Asburgo. Sul soffitto della camera, Mantegna dipinse un oculo (cioè una finestra di forma circolare), aperto sul cielo, dal quale si affacciano giovani ragazze della corte, un moro con turbante, puttini alati e un pavone, creando uno dei primi esempi, nella storia dell'arte, di cupola con prospettiva illusoriamente aperta sul cielo. Una simile celebrazione del marchesato Gonzaga, solenne e familiare insieme, entusiasmò la famiglia di Ludovico che da allora non si separò mai più dall'artista."


http://www.mantovaducale.beniculturali.it/

http://www.cameradeglisposi.it/storia.asp#torna

http://www.treccani.it/enciclopedia/andrea-mantegna_(Enciclopedia_dei_ragazzi)/

Palazzo Ducale - Castello di San Giorgio, Piazza Sordello, 40 - 46100 Mantova 

Ingresso martedì - domenica: h. 8.15 - 19.15 NB: accesso limitato, per motivi conservativi, a 1.500 persone al giorno

Biglietto intero € 12,00 N.B. Biglietto gratuito la prima domenica di ogni mese (DM n. 94/2014 pubblicato sulla GU n. 149 del 30/06/2014)

Si consiglia la prenotazione dato che gli ingressi sono limitati:
- Call center: 041-2411897 lunedì - venerdì h. 8.30 - 19.00, sabato h. 9.00 -14.00
- http://www.ducalemantova.org/ (solo individuali)