Castel Sant'Elmo o dell'altezza inusitata

Castel Sant'Elmo è probabilmente il punto più alto di Napoli con una vista meravigliosa, che abbraccia l'intera città e il golfo tutto. Dell'originario complesso militare prima e carcerario poi, oggi sono visitabili la sorprendente Piazza d'Armi, gli edifici dei due Carceri e le Garitte lungo i Camminamenti di guardia. Il Castello è diventato negli anni un esempio perfetto del connubio tra architettura storica e arte contemporanea, non solo nel Museo del Novecento a Napoli, ospitato nel Carcere alto, ma anche per le numerose installazioni presenti nella Piazza d'Armi e lungo i Camminamenti di guardia. Emblematico l'Elmo di Mimmo Paladino, con cui l'artista immortala la natura pacificamente militare del Castello rappresentata da un elmo arcaico di bronzo con lunghe antenne di pace.

Estratto dal sito del Castello: "La fortezza di Sant'Elmo fu uno dei principali castelli del viceregno spagnolo; aveva un tribunale, un Maestro d'arte e altri ministri. (...) La Piazza d'Armi accoglieva alloggi per il castellano e per gli ufficiali, l'edificio del Comando, la chiesetta di Sant'Erasmo e il deposito di polveri e munizioni. (...) Nei piani inferiori vi erano enormi locali destinati a officine, depositi di munizioni e armi, magazzini di viveri, lavatoi, forni, cucine, due grandi cisterne d'acqua, vasti ricoveri per le truppe e prigioni. I due edifici, Carcere alto e Carcere basso, distrutti dall'esplosione del 1587, furono ricostruiti da Domenico Fontana tra il 1599 e il 1610.

Dal 1604 la fortezza di Sant'Elmo venne utilizzata come carcere per rinchiudervi prigionieri illustri, tra cui Tommaso Campanella. Alla fine del XVIII secolo vennero incarcerati i neogiacobini che si erano uniti in società segrete per instaurare una Repubblica Napoletana. (...) Quando i repubblicani riuscirono ad impadronirsi del castello e fu proclamata la Repubblica Napoletana, sulla vetta della fortezza venne innalzata la bandiera tricolore: gialla, rossa e turchina. A questa celebrazione prese parte anche la scrittrice e giornalista Eleonora Pimentel Fonseca con un Inno alla Libertà, da lei composto; arrestata alla fine della repubblica fu giudicata e condannata a morte per impiccagione. Con la riconquista borbonica Castel Sant'Elmo ritornò al ruolo di prigione e vi furono incarcerati i rivoluzionari, tra cui Luigia Sanfelice. La Sanfelice era una giovane ed attraente nobildonna napoletana, che, durante la Repubblica del 1799 denunciò una congiura ai danni del governo rivoluzionario. I responsabili furono fucilati e lei venne considerata come salvatrice della Repubblica; ma dopo la sconfitta fu condotta e imprigionata nel carcere di Sant'Elmo. (...). Fu decapitata a Napoli l'11 settembre 1800. (...)

Dopo l'entrata in Napoli di Garibaldi, l'esercito borbonico lasciò il castello: il 9 settembre 1860 sul punto più alto della roccaforte sventolava il Tricolore italiano con lo stemma sabaudo.

Dal 1860, allontanatosi l'ultimo presidio borbonico, Castel Sant'Elmo è stato adibito a carcere militare fino al 1952. Successivamente la fortezza è passata al demanio militare fino al 1976, anno in cui ha avuto inizio un imponente intervento di restauro ad opera del Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania. I lavori, durati sette anni, hanno reso possibile il recupero dell'originaria struttura, rendendo visibili gli antichi percorsi, i camminamenti di ronda e gli ambienti sotterranei.

Dapprima cittadella delle truppe, poi carcere militare, l'immenso complesso è rimasto per secoli un corpo sostanzialmente estraneo allo sviluppo civile fino a che è diventato sede d'iniziative espositive e manifestazioni culturali che ne hanno modificato la vocazione e, di conseguenza, il ruolo urbanistico. (...) Il castello si propone come un centro polifunzionale rivolto ad ampliare sia il mondo della cultura grazie alla ricca fototeca e alla biblioteca di storia dell'arte "Bruno Molajoli", che quello dello spettacolo, con un auditorium che accoglie convegni, concerti, rappresentazioni teatrali e cinematografiche. (...)

(Per il) Museo, realizzato intenzionalmente e significativamente negli spazi del Carcere Alto (...) adiacenti la Biblioteca e la Fototeca di Storia dell'Arte aperte al pubblico, sono state selezionate ed esposte circa 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani, ma con l'aggiunta anche di alcune presenze di artisti non napoletani, che con ruoli diversi furono attivi in città.

La Chiesa dedicata a Sant'Erasmo costruita dall'architetto spagnolo Pietro Prati nel 1547, fu completamente rifatta dall'architetto Domenico Fontana. Nella chiesa è conservato il monumento funebre del primo castellano Pedro de Toledo, sulla volta vi è un affresco rappresentante l'Assunzione di Maria in cielo (XVIII sec.), sull'altare una statua di stucco di Sant'Erasmo (XVIII sec.) e sul pavimento tre lapidi sepolcrali.

Le Garitte, lungo i camminamenti di guardia, costituivano un importante posto di osservazione delle sentinelle. Oggi due di esse sono diventate parte integrante delle installazioni dell'artista Eugenio Giliberti: Garitta delle bandiere, Decorazione (LP zanzare), 2003 e Garitta del pilastro, Monocromo rosso 2003."

http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/index.php/il-castello

Castel Sant'Elmo, Via Tito Angelini, 22, Napoli

Ingresso € 5 tutti i giorni h 8.30-19.30 (chiuso il martedi)

Ingresso gratuito la prima domenica del mese