Vivian Maier, fotografa di strada

Milano, 20 novembre 2015 - 31 gennaio 2016

Dopo la mostra della scorsa estate a Nuoro, anche Milano rende grazie a Vivian Maier.

Per lei fotografare era un hobby, dicono. Faceva la tata a tempo pieno, scrivono. Ma guardando le opere esposte a Nuoro viene da pensare che la fotografia fosse più di un gradevole passatempo per la signora Maier: c'è passione, nei suoi scatti, c'è poesia ed arte e saper fare. E' vero, in vita non ha mai brigato per esporre le sue opere, forse negando lei per prima la sua arte. Ma questo non rende forse ancora più prezioso il suo lavoro? Andateci con gli occhi ben aperti, scoprirete un tesoro.

In mostra 120 fotografie, 10 filmati e una serie inedita di provini.

Estratto dal sito del museo Man di Nuoro: "Dopo gli Stati Uniti, il fascino di Vivian Maier sta incantando l'Europa.

Bambinaia per le famiglie benestanti di New York e Chicago sin dai primi anni Cinquanta del secolo scorso, per oltre cinque decadi ha fotografato la vita nelle strade delle città in cui ha vissuto senza mai far conoscere il proprio lavoro. Mai una mostra, neppure marginale, mai una pubblicazione.

Ciò che ha lasciato è un archivio sterminato, con più di 150.000 negativi, una miriade di pellicole non sviluppate, stampe, film in super 8 o 16 millimetri, registrazioni, appunti e altri documenti di vario genere, che la tata "francese" (la madre era originaria delle Alpi provenzali) accumulava nelle stanze in cui si trovava a vivere, custodendo tutto con grande gelosia.

Confinato infine in un magazzino, il materiale è stato confiscato nel 2007, per il mancato pagamento dell'affitto, e quindi scoperto dal giovane John Maloof in una casa d'aste di Chicago. 

La mostra al MAN di Nuoro, a cura di Anne Morin, realizzata in collaborazione con diChroma Photography, sarà la prima di Vivian Maier ospitata da un'Istituzione pubblica italiana. (omissis)

Partendo dai materiali raccolti da John Maloof, il progetto espositivo fornisce una visione d'insieme dell'attività di Vivian Maier ponendo l'accento su elementi chiave della sua poetica, come l'ossessione per la documentazione e l'accumulo, fondamentali per la costruzione di un corretto profilo artistico, oltre che biografico. (omissis)

Ma al di là del racconto, al di là delle note biografiche, dei piccoli grandi segreti rivelati dalle persone che l'hanno conosciuta, al di là del suo ritratto di donna eccentrica e riservata, dura e curiosa come pochi altri, custode di un mistero non ancora svelato, al di là di tutto c'è il grande lavoro fotografico di Vivian Maier, su cui molto rimane ancora da dire.

Vivian Maier ha scattato perlopiù nel tempo libero e a giudicare dai risultati si può credere che, in quel tempo, non abbia fatto altro. I suoi soggetti prediletti sono stati le strade e le persone, più raramente le architetture, gli oggetti e i paesaggi.

Fotografava ciò che improvvisamente le si presentava davanti, che fosse strano, insolito, degno di nota, o la più comune delle azioni quotidiane. Il suo mondo erano "gli altri", gli sconosciuti, le persone anonime delle città, con cui entrava in contatto per brevi momenti, sempre mantenendo una certa distanza che le permetteva di fare dei soggetti ritratti i protagonisti inconsapevoli di piccole-grandi storie senza importanza.

Ogni tanto, però, in alcune composizioni più ardite, Vivian Maier si rendeva visibile, superava la soglia della scena per divenire lei stessa parte del suo racconto. Il riflesso del volto su un vetro, la proiezione dell'ombra sul terreno, la sua silhouette compaiono nel perimetro di molte immagini, quasi sempre spezzate da ombre o riflessi, con l'insistenza un po' ossessiva di chi, insieme a un'idea del mondo, è in cerca soprattutto di se stesso. In questa indagine senza fine talvolta coinvolgeva anche i bambini che le venivano affidati, costringendoli a seguirla in giro per la città, in zone spesso degradate di New York o di Chicago. A uno sguardo sensibile e benevolo per gli umili, gli emarginati, univa una vena sarcastica, evidente in molti scatti rubati, che colpiva un po' tutti, dai ricchi borghesi dei quartieri alti agli sbandati delle periferie. (omissis)

Delle opere di Vivian Maier non colpisce soltanto la capacità di osservazione, l'occhio vigile e attento a ogni sensibile variazione dell'insieme, l'abilità di composizione e di inquadramento. Ciò che più impressiona è la facilità nel passare da un registro all'altro, dalla cronaca, alla tragedia, alla commedia dell'assurdo, sempre tendendo saldamente fede al proprio sguardo. Una voce rimasta per molto tempo fuori dal coro, ma senza dubbio ben accordata".

Siti utili

http://www.museoman.it/it/mostre/mostra/Vivian-Maier/

http://www.vivianmaier.com/

http://www.formafoto.it/2015/09/prossimamente-vivian-maier-street-photographer-dal-19-novembre/

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata

Fondazione Forma per la Fotografia - Forma Meravigli, Via Meravigli 5, 20123 Milano

Ingresso € 8 tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00, giovedì fino alle 23.00.

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